lunedì 26 gennaio 2009

TINTORETTO BRASS E LA VITAMINA F 12

TINTORETTO BRASS E LA VITAMINA F 12

L’estremamente grande e l’estremamente piccolo si toccano

Nell’universo ci sono migliaia e milioni di stelle.
Dipende tutto dal cannocchiale o dal telescopio che hai.
Già a occhio nudo ne scorgi parecchie.
Volerle contare, anche con approssimazione, sarebbe una demenziale follia. Peggio che contare quante gocce d’acqua stanno nell’oceano.
Persino voler dare delle dimensioni, anche in trilioni di chilometri e di anni-luce, alle pareti e ai confini del creato, fa pure sorridere, anche se parecchi ricercatori in vena di umorismo stanno cercando di farlo, per la tipica mania umana di voler quantificare ogni cosa, di voler metterci il centimetro e il picogrammo persino ai sentimenti, persino alla bontà ed alla cattiveria.

Darwiniani e teologi a confronto

I darwiniani odierni continuano insomma ad arrampicarsi sugli scivolosi specchi dell’evoluzionismo, al pari del resto dei teologi apologetico-razionalisti e a quelli morali-laici (casistici, ascetici e mistici), e a quelli naturali alla Leibniz, tutti in gara a bruciarsi le meningi per provare che dietro il Big Bang non c’è il caso ma la mano sapiente del Creatore.
Gli unici che non scivolano mai da nessuna parte, ma non per questo sono più vicini alla verità, sono i teologi dogmatici e storici, quelli che si ancorano in ogni istante alle sacre scritture, o meglio a una parte soltanto di esse, scartando vangeli apocrifi e altri documenti scomodi e pertanto non ispirati da Dio.

Attenzione a non prendere la direzione sbagliata

Ma per l’uomo della strada, quell’impertinente e misterioso firmamento che sta, non si sa bene se sopra o sotto di noi (che non sappiamo nemmeno se stiamo a testa in su o a testa in giù mentre camminiamo per strada o giriamo in auto), è una cosa da non guardare.
Ti può sempre venire il capogiro.
Tanto più che, se il magnetismo terrestre dovesse per capriccio incepparsi, potremmo anche cadere fisicamente verso l’alto, come si suppone facciano le anime dei morenti e le anime degli animaletti ammazzati dai bipedi futuri morenti.
E se il Paradiso si trovasse poi dall’altra parte, nei cieli astrali della Nuova Zelanda?
Sarebbe una bella fregatura, sbagliare direzione all’ultimo istante e finire agli antipodi dell’Eden.

Il firmamento buono al massimo per l’oroscopo

Per l’uomo comune, il firmamento è buono al massimo per capire se domani sarà il giorno giusto per tradire la moglie, o per chiedere al principale un aumento di stipendio, o per giocare al lotto e al totocalcio, o per seminare il radicchio senza che vada velocemente in seme.
Volendo proprio guardare in alto, selezionerebbe al massimo quelle che contano di più, tipo il Sole, perché è lì a due passi, e ne sente anche il calore, la stella Alfa o Polare dell’Orsa Minore, perché gli dà
l’orientamento, e la costellazione dell’Orsa Maggiore perché quattro delle sue sette stelle disegnano il carro e tre sono a forma di timone, colpendo la sua fantasia immaginativa, fatalmente legata alle sue cose concrete, tastabili e palpabili.

Tinto Brass e Margherita Hack

Se mettessimo all’interno di un osservatorio astronomico il maggiore artista della cinematografia italiana, il settantaciquenne Tintoretto Brass, in arte Tinto, magari a fianco della Margherita Hack, non perderebbe certo tempo a osservare anonimi timoni e carri.
Farebbe semmai una competente indagine geometrica sul didietro della simpatica astronoma, la quale, costantemente assorta tra Dio e le stelle, intelligente e sbarazzina quale poi è, farebbe una risata e non si offenderebbe per niente.
Poi, passato al telescopio, il nostro eroe andrebbe a cercare lassù (o laggiù) la via più lattea che c’è, quella più paragonabile alle propaggini anteriori e posteriori della Dellera, della Grandi, della Caprioglio, e della Claudia Koll, ovvero delle sue artiste preferite.
In un provino, capisco più dal di dietro e dalle tette che dal volto in sé. Nel culo poi c’è tutto il dna di una donna. Da come lo dondola, vedo pudore, sensibilità, carattere, pensiero, ha dichiarato Brass al suo intervistatore Giancarlo Perla (Il Giornale 19/1/2009).
Come dargli torto?

Il sedere come specchio dell’anima

Tu Tinto sei un illuminato, meriti di stare con noi a lungo.
Uno che si innamora di ogni donna partendo dal di dietro, e arrivando solo alla fine agli occhi, è una persona ispirata e di larghe vedute.
Il tuo libretto L’Elogio del Culo, non l’ho ancora letto, e lo andrò a cercare in libreria.
Il sedere è lo specchio dell’anima, non è pornografia, ma alta spiritualità.
Nessuno ha una visione serena del sesso come me stesso, non è auto-elogio, ma raffinata critica cinematografica.
I miei film dovrebbero essere proiettati nelle scuole, non è provocazione, ma politica didattica e scienza della comunicazione.
Gli altri fanno scene di sesso angoscioso e i ragazzi poi diventano serial killer, non è esaltazione pubblicitaria di ruolo, ma scienza psicanalitica.
Dire poi che Tolstoj, vegetariano puro quasi quanto te, lo faceva ancora a 80 anni, e che per battere la prostata bisogna avere 24 eiaculazioni al mese (per cui rispetti sempre questa regola), non è scientifico, lasciatelo dire, per via del numero che è sempre individuale, variando a seconda che tu abbia a disposizione la Gemini e la Melandri, che ti stimolano assai, o la prima bionda che passa per la strada, o al limite la mano sinistra e un profilattico (come usa fare il mio amico Edo).

Un secchio di ghiande in testa dalle femministe

I tuoi giudizi sui politici sono notevoli.
Da Ignazio La Russa, esibizionista siculo e focoso, e dunque interessante, all’impettito guardiacaccia
Di Pietro, all’imbalsamato Veltroni, al lagheriano Fassino, al Putinofilo Berlusconi, al D’Alema sottile ambasciatore della corte Borgia, che compone, da un bordello romano, i messaggi papali destinati alla Serenissima.
Ogni opinione è una pennellata artistica ed anche un graffio che lascia il segno.
Come quello contro le femministe italiane che ti hanno rovesciato un secchio di ghiande in testa, per darti ignobilmente del maiale, continuando esse a non capire un tubo (anche se poi quello se lo sognano giorno e notte).
O come quella contro Nanni Moretti, che è onesto ma fa un cinema lassativo che finisce per stomacare..
O come il saluto con cui hai licenziato il bravo Giancarlo Perla, che nonostante ti chiamasse Maestro, com’è giusto che sia, si è sentito dare del muffito bacchettone.

Un autore che si diverte e che fa pure divertire

Tinto Brass non si limita a dipingere e a fare pellicole di arte sopraffina, ma fa pure lo scrittore, ed è anche un igienista quasi-naturale, come confermato dal suo brio, dalla sua intelligenza, dalla sua vitalità
Un artista come lui è giusto che pensi alla salute, sia per sé, a livello egoistico, in quanto è uno dei pochi che si diverte e sa ancora divertire, nonostante i tre quarti di secolo sul groppone, sia per il pubblico internazionale e per l’Italia, che fa finta di ignorarlo, ma in realtà segue con morbosa attenzione ogni sua mossa ed ogni sua parola.
Come autore cinematografico, da lui c’è tutto da imparare e da ammirare.
Non c’è al mondo uno che regga al confronto.
Quelli del Nobel e degli Oscar più che rabbia fanno pietà e commiserazione, essendo rimasti ai tempi di Grazia Deledda e di Alida Valli.
I premi ed i riconoscimenti glieli daranno alla memoria, forse tra mezzo secolo.

Lascia stare il pesce ed ispirati al tuo celebre concittadino Luigi Cornaro

Come igienista, però, un consiglio glielo vorrei dare, in tutta sincerità, da amico ed ammiratore.
Lascia fuori dalla dieta il pesce, caro Tinto.
Non è la prima volta che ti provoca l’indigestione e ti lascia per strada.
Puoi fare a meno pure del tuo inseparabile sigaro, tanto più che quello vero ce l’hai sempre con te.
Te lo dice uno che vuole vederti pimpante e dissacrante per almeno 30 anni ancora.
Anche perché la tua Venezia è patria pure di un certo Giovanni Giacomo Casanova, re dei libertini da un lato, e di Luigi Cornaro, re degli igienisti dall’altro, che l’America ci invidia almeno quanto Leonardo Da Vinci, per il suo memorabile libro La vita sobria.
Vita sobria limitata chiaramente alla tavola e al mangiare, e non certo a tutto il resto, che nel caso tuo ha rilevanza fondamentale.
Togliere culo e tette a uno come te, sarebbe come decapitare la Statua di Cheope o arrotondare le Piramidi.
Lasciatelo dire Tinto, sei un grande.

Un badante internazionale per miliardarie annoiate

Come pure è grande Helg Sgarbi, anche lui in corsa per la gloria, ma finito incredibilmente in carcere, sotto l’infamante accusa di fare il badante internazionale di miliardarie sole ed annoiate.
Che premio dare se non il Nobel dell’Intrattenimento a uno che riesce a far divertire le donne più ricche del mondo, come la niente male Susanne Kletten, azionista leader della BMW e di varie industrie farmaceutiche, dotata di un patrimonio da 10 miliardi di €, a cui ha spillato 7 milioni di €, pretendendone pure altri 49 e concedendole un generoso sconto di 14?
A uno che si concede graziosamente alle amiche di Susanne, come la Marie Luise che gliene dà altri 2 milioni, oppure alla Monika con la quale si ferma alla modesta cifra di 300.000?
A uno che prende amorevole cura di un’altra quindicina di signore tedesche alla ricerca del lover capace di mantenerle sessualmente vivaci e interessanti?
Non abbiamo modo di conoscere le abitudini nutrizionali di Sgarbi.
Ma l’eccesso di egoismo e di cattiveria non parlano di certo a suo favore, a livello comportamentale.

Un incontro ravvicinato senza protezioni di plastica

A Helg Sgarbi dovrebbe essere assegnata questo sì, una cattedra di docenza in educazione sessuale d’ alta quota nelle scuole maschili di ogni grado.
Chi meglio di lui incarna il mito intramontabile dei Casanova e dei Rodolfo Valentino?
Chissà cosa gli faceva a queste valchirie assatanate di sesso.
Certamente non usava il preservativo.
Né per il randello né per la testa, visto che l’azienda vaticano-bolognese Hatù non è riuscita ancora, a completare il progetto per lo scafandro anti-AIDS.
Vuoi che una donna sfili tutte quelle banconote per procurarsi un incontro ravvicinato a base di plastica?
Non diciamo fesserie.

L’amore non è bello se non è riccatatello

Ogni cosa procedeva in modo magnifico e perfetto, ma ha poi preso una stridente ed umiliante piega nel finale, dove il neo-Cagliostro Helg Sgarbi termina indecorosamente dietro le sbarre.
Tutto per essere troppo venali e non sapersi accontentare.
Aveva un harem invidiabile, che nessuno sceicco d’Arabia oserebbe mai sognare, potendo esso stravaccarsi a piacimento su una BMW ultimo modello con il cruscotto dorato, ma non certo stendersi a letto come lo Sgarbi con una arrapata presidentessa della illustre casa automobilistica germanica.
Aveva il mondo ai suoi piedi, e ha rovinato tutto con la sua sciocca ingordigia.
L’amore non è bello se non è litigarello, è stato da lui trasformato in L’amore non è bello se non è miliardarello e ricattatello, e alla fine se l’è presa nel sedere.
Tutto sommato si merita il carcere. Gli servirà per scrivere le sue piccanti memorie e guadagnarsi quei soldi extra che pretendeva dalla povera Susanne, che ha trovato in lui più che un amante un autentico e miserabile aguzzino.
Come dire, fare del bene a questo mondo non porta sempre e necessariamente a un premio.

Un miliardo di lire a notte, e senza nemmeno lo sconto per comitive

A Tokyo, le signore bene pagavano negli anni scorsi 1000 US$ a botta i loro gigolò, a patto che tenessero la bocca chiusa. E pareva già allora una cifra spropositata.
Due ore dal parrucchiere per 200 dollari anche-anche, ma 1000 dollari per una veloce scopata di un’ora sapeva di esagerazione.
Eppure succedeva. Fatte quattro operazioni di calcolo, la Susanne, immaginando che si sia incontrata con lui 15 volte, gli aveva sganciato la modica bazzecola di 1 miliardo di lire a notte.
Ma sbaglio o le donne stanno diventando peggio degli uomini, non appena si ritrovano con due soldi da spendere in tasca?
Niente contro il farlo. Fa parte della loro libertà e della loro scelta.
Ma è mai possibile che non riescano almeno a farsi applicare lo sconto per comitive?
E poi ci si scandalizza se qualche disgraziato marito, oppresso dal datore di lavoro e dalla moglie-carabiniere porta una miserabile banconota da 50 o 100 € a una badante brasiliana o africana a ore di fronte a un falò della periferia?

Torniamo alla faccenda dell’estremamente piccolo

Stacchiamoci ora dalle cose terrene e mercenarie che sono sempre più romanzesche e rocambolesche degli stessi romanzi, e torniamo alla straordinarietà dei cieli e dell’universo.
La nostra immaginazione si perde nell’immensità e negli spazi siderali.
Quasi per pareggiare i conti, l’uomo ama anche andare diametralmente nella direzione opposta, e torna dunque verso la Terra, non alle dimensioni tonde e lisce di Tinto Brass, e nemmeno a quelle ricattatorie di Helg Sgarbi, ma alle dimensioni dell’ultra piccolo, di quelle cose dove il comune microscopio non basta, e serve il radio-microscopio ad alta magnificazione.

Le vitamine di Vladimir Funck e la vitamina F di un bel tempo che fu

Le vitamine furono scoperte tra il 1911 (Vladimir Funck) e gli anni 30, mentre per la B12 si dovette aspettare il 1948, essendo essa la più sfuggente e strana di tutte le altre.
In Friuli, dove la lingua differisce assai da quella italiana, e dove i ragazzi di un tempo non andavano ad infumarsi-cocacolizzarsi-imbirrarsi-sballarsi nelle rumorose discoteche, ma piuttosto preferivano rilassarsi nelle salubri e bucoliche balere all’aperto, o nelle sale da ballo del liscio dove fare un lento con una donna era il massimo dei traguardi erotici di allora, si parlava di vitamina in termini molto originali.
Serve vitamina F, significava bisogno di femmine, o più concretamente bisogno di quella parte che comincia pure per effe, mentre Serve vitamina B significava l’esatto contrario, riferito alle ragazze più vogliose che a quel tempo abbondavano, e che oggi, a parte Susanne e amiche, sembrano essere scomparse dalla circolazione.
Era tutto sommato una società sana e divertente, dove il sesso era il massimo obiettivo fisico, spirituale, religioso, artistico, economico, sportivo e ludico.
Tutto il resto veniva rigorosamente dopo.

Dal panettiere allo spazzacamino, tutti pazzi per la B12

Oggi, in una società tutta malata e medicalizzata, si parla di vitamine solo in senso reale.
Non c’è persona al mondo che non abbia sulle labbra il termine vitamina.

Vitamina C? Nemmeno per sogno. Quella è una banale sostanza che si prende per pochi spiccioli sul banco di qualsiasi farmacia.
Vitamina E? Nemmeno. Si sa, è quella della fertilità. Ma a chi interessa oggi la fertilità.
Forse, se inventassero una anti-E, potremmo anche pensarci.
Eliminerebbe l’uso della pillola e degli altri anticoncezionali.
Vitamina A, D, PP? Nemmeno quelle. Troppo spurie e anonime. E poi chi soffre mai di pellagra oggi?
La sola vitamina degna di tale nome è la vitamina B12.
E la vogliamo prendere tutta naturale dalle carni, dal pesce, dai formaggi e dalle uova.
Ma ce ne sono altre, dalla B1 alla B20. No, nemmeno quelle.
Solo la B12. Quella è il nostro marchio, la nostra bandiera.
Dal panettiere allo spazzacamino, dal cantante rock al luminare di medicina, tutti pazzi per la B12, da prendersi preferibilmente con la carne.
Le pasticche di B12? Quelle le lasciamo ai vegetariani spinti e ai vegani, costretti a integrare le loro idiote diete biologiche e non-crudeli.

Novant’anni e non sentirli

A Torino, la gente tende a leggere più il quotidiano popolare TorinoCronacaQui, che il giornale ufficiale La Stampa, e non passa giorno che non ci sia anche qualche articolo di carattere dietologico e salutistico.
Il 17/1, non sotto la rubrica Le Opinioni, ma bensì sotto quella più dogmatica e sacra I Fatti, c’era un articolo assai intrigante, dal titolo Novant’anni e non sentirli (Ecco la Dieta). con un elenco di cibi Salvavita che garantirebbero a tutti di arrivare a 90 anni di vita arzilli, sani e pieni di energia.
A tutti, ma non a Tinto Brass, che ci arriva in ogni caso a ritmo di frutti esotici chiamati protuberanze muliebri, indipendentemente da quello che mangia.
Kiwi per gli occhi (qualche frutto occorre pure metterlo sennò i vegetariani dicono che sei un degenerato), uova per il cervello e pesce per il cuore.

L’uovo carico di che cosa se non di B12, la vitamina per eccellenza

C’è poi il primo piano di una terrina di vetro con una manciata di uova appena sgusciate e con altre uova intere di contorno. La legenda sotto la foto-colori dice testualmente Testa d’uovo ricco di B12.
L’articolo aggiunge poi che gli scienziati inglesi hanno stilato un elenco delle sostanze capaci di garantire vita lunga e attiva.
Neanche una parola sulla British Nutrition Foundation, che è una delle tante fondazioni private, sponsorizzate probabilmente dagli avicoltori inglesi.
Quegli stessi allevatori che fecero grosse proteste contro i provvedimenti relativi alle uova sporche di salmonella un paio di anni fa, attentissimi ovviamente a promuovere la loro mercanzia, fatta di cadaverini di pulcino e aborti di pulcino, dannosissimi per la salute di piccoli, adulti ed anziani.

Battere il ferro finché è rovente. Terrorismo e diseducazione.

Per gli occhi serve più luteina e zeaxantina, sostanze che si trovano nei kiwi, nell’uva, negli spinaci e nei broccoli.

Per prevenire l’alzheimer e le altre malattie del cervello sono invece d’obbligo la B12, l’acido folico (citato con fastidio e indifferenza, essendo un vegetale e per giunta eccellente sostitutivo della B12) e gli acidi grassi Omega-3 (intendendo sempre quelli del pesce perché, secondo questi ricercatori prezzolati e da strapazzo, gli Omega-3 nei vegetali non esisterebbero nemmeno).
La B12 infatti si trova nel pesce, nella carne e nelle uova, il secondo (notare il fastidio a scrivere l’acido folico o B9, e tantomeno a spiegare a cosa serve mai) in una serie di verdure e nelle arance, i terzi nel pesce grasso come le acciughe, il salmone e lo sgombro.
I produttori di mummie e di materiale cimiteriale non perdono un colpo e arrivano su tutti i giornali, incluso gli underground e gli Internet.
Occorre infatti battere il ferro finché è rovente.
E il becero martello B12 dei monatti continua a suonare a morto e a terrorizzare vegani e vegetariani, che in realtà stanno benissimo coi loro bassi ma giusti livelli di B12, e a far gongolare carnivori pieni di pericolosa B12 e di alto rischio cardiaco-diabetico-neoplasico-alzheimico.

I vantaggi della dieta vegetariana

Sempre su TorinoCronacaQui, il 22/1, appare un altro articoletto dal titolo I Vantaggi delle Dieta Vegetariana, forse un onesto tentativo di controbilanciare lo sbandamento filo carnivoro di cui sopra.
Essere vegetariani ha i suoi vantaggi: meno incidenza dei casi di diabete e di obesità, ma anche meno casi di ipertensione e meno problemi coronarici.
Non bastano però le verdure, dice Bernard Guy-Grand, dell’Istituto Francese per la Nutrizione.
Il segreto è associarle a legumi e cereali, un binomio che produrrebbe proteine molto simili a quelle presenti nella carne.
Anche in questo caso la disinformazione è evidente.
Le proteine della carne, carissimo Bernard, non devono infatti essere sostituite con niente.
Se uno si droga e si avvelena con una determinata sostanza, non andrai mica a dargliene un’altra in sostituzione?
Non basta dire alla gente mangia frutta e verdura. Devi anche insegnargli perché.
La gente ha perso l’istinto per il suo carburante, e deve dunque essere messa a dieta purificante, deve essere poi riabituata alla frutta.
L’articolo ora citato dita una verità, ma la dice male, ed è pertanto diseducativo.

La vitamina F5 dell’Università di Cambridge. Frutta 5 volte al giorno.

Parliamo a questo punto dell’argomento clou di questa tesina, ovvero della vitamina F5, che è mille volte più basilare della banalissima B12.
F5? Da quando in qua? Mai sentito una vitamina simile.
La F5, signori miei, significa semplicemente Frutta 5 volte al giorno, cioè 5 per Day.
La formula 5 per Day, cioè 5 pasti sazianti minimi di sola frutta al giorno, ha fatto il giro del mondo e tutti ne parlano.
Essa è in linea con il maggiore esperimento nutrizionale della storia umana, il Cambridge2000, durato 20 anni e coinvolgente 40 mila persone.
Un esperimento che ha avuto uno strepitoso successo scientifico, chiarendo che soltanto con quel tipo di dieta ci si salva dal cancro e dalle cardiopatie, ovvero dai killer numero 1 e 2 della presente umanità.

Frutta 5 volte al giorno, significa chiaramente, per i ciechi e i sordi che non l’hanno ancora capito, dentro e fuori i circoli vegetariani e vegani, niente carne, niente pesce, niente uova, niente latte, niente vitamine sintetiche e niente integratori minerali.
Niente cioè stampelle chimiche di nessun tipo.

La rivoluzione crudista e fruttariana più importante di quella francese e di quella russa

Una vera rivoluzione.
Più importante e radicale di quella francese e di quella sovietica messe assieme.
Gli ostacoli e le insidie non stanno tanto nei macellai che macellano (su ordini dei clienti che chiedono carne), e nemmeno sugli allevatori che allevano (su richiesta dei macellai).
La resistenza viene dalla pigrizia e dalle incrostazioni mentali delle scuole, dai professori, dai nutrizionisti, dai cuochi, dai pseudo-vegetariani che pensano di fare sacrifici etici in nome di un Dio scemo che li ha forniti di un corpo filo-proteico da integrare con vicarie azioni proteiche, vicarie azioni vitaminiche e vicarie azioni minerali.

I vegetariani pericolosi che credono tuttora al cibo cotto e agli integratori

Sembra assurdo, ma i peggiori nemici dei vegani sono spesso proprio i vegetariani.
E’ in queste ore che vengo ad apprendere da una vegetariana di ferro, all’interno dell’AVA, mette in discussione il concetto di minerale organico e di minerale organicato delle piante.
Mi sono cascate letteralmente le brache.
Complimenti e grazie per l’uscita.
Non da me, ma dalla Coca-Cola, dai casari del mondo, dai cuochi incipriatori e distruttori, dalla Pfizer, e da tutti i Supermercati.
Basta che un vegetariano faccia la follia di impostare la propria vita sulle supplementazioni, per autorizzarlo a credere che quella è la strada giusta.
Troppo comodo signori.
Torniamo indietro di 50 anni. Torniamo a dare ragione alla defunta Macrobiotica e al riso integrale strabollito di Ohsawa che ha spedito all’ospedale migliaia di seguaci negli anni passati.
Torniamo a dar ragione a chi dissolveva chiodi nei bicchieri di Coke.
Torniamo a far bere acque dure e ferruginose agli anemici.
Torniamo a far bere bidoni di latte alla gente, per farla guarire dalla osteoporosi.
Torniamo a mandare in voga le diete Atkins supplementate.

Una disfatta culturale. Un far ridere a crepapelle l’avversario.

Questa non è un armistizio, ma una disfatta culturale.
Roba da far ridere a crepapelle chi sta monitorando le nostre mosse.
Avverto tutti gli amici vicini e lontani che d’ora in avanti non accetterò più etichette di nessun tipo.
Rifiuto che mi chiamiate vegetariano o vegano o igienista.
Sono soltanto un ricercatore indipendente che ritiene di avere le idee chiare e che cerca divulgarle, sulla base non di pregiudizi scientifici o ideologici, e neanche sulla base di posizioni comode e convenienti a un certo gruppo di appartenenza piuttosto che ad un altro, ma sulla base dei dati che esistono già, fuori e dentro i circoli.

Confondere crudo e cotto, minerale inorganico e minerale organicato, non è da vegani nel 2009

Confondere nutrizione con supplementazione mineral-vitaminica, confondere nutrizione con effetto sberla,
confondere minerale organico-natural-organicato con minerale inorganico, confondere vitamina naturale con vitamina sintetica, non è cosa da vegetariani e nemmeno da animalisti nell’anno 2009.
Se qualcuno intende mettere in discussione dati basilari, evidenti, lapalissiani, non ci siamo affatto.
Mi si vengono a chiedere esperimenti e prove?
Se i cavoli crudi si digeriscono in 2 ore e quelli cotti in 4, ci sarà pure un motivo.
Se il latte non regala calcio ma lo ruba e produce osteoporosi, ci sarà un motivo.
Se il succo d’arancia in scatola, pieno di vitamine e minerali inorganici, ti pesa e ti danneggia mentre il succo di arancia fresca di fa rivivere, ci sarà un motivo.
Gli esperimenti, tutti gli esperimenti di laboratorio chimico, sono nelle mani di Coca-Cola, Pfizer, Parmalat, Nestlè e Danone. Capirai l’interesse che ha questa gente di provare con le formule che essi hanno torto e noi ragione.
Sarebbe come chiedere al lupo affamato di restituirti l’anatroccolo che sta già tra i suoi denti.

Tutto insabbiato dai servizi segreti di Sua Maestà Britannica, da CIA e da KGB

Tornando alla F5, cioè alla formula crudista-fruttariana-vincente di Cambridge2000, essa avrebbe dovuto apparire su tutti i giornali e sulle reti televisive del mondo intero.
Avrebbe dovuto, se il mondo fosse congegnato in modo virtuoso e rispettoso della salute e degli interessi degli abitanti uomini e animali del pianeta.
Siccome però le cose sono ben lungi dall’essere così, e siccome le verità di Cambridge non facevano comodo a una serie di grossi interessi, il tutto è stato seppellito in fretta e furia.
Tutto insabbiato e secretato dai servizi segreti di Sua Maestà Britannica, su richiesta congiunta della CIA e del KBG russo.
Come si fa a parlare contro i cibi cotti, contro il caffè e la vodka, contro la Fanta e il Seven Up, contro la Coke e l’orange juice in bottiglia, contro la B12 e l’Omega-3, contro il filetto ed il prosciutto, contro il grana e lo yogurt, contro la Pfizer e gli integratori mineralvitaminici?
E poi, pazienza gli igienisti e i vegani, ma ora anche i medici, e gli stessi luminari di certe Università come quella di Cambridge si mettono a dare i numeri?

La ricerca della verità anche a costo del posto di lavoro

Le dottoresse Khaw e Welch, firmatarie dell’esperimento, devono aver subito parecchie ed energiche lavate di capelli, ma non dal loro parrucchiere.
Chissà mai se sono riuscite a mantenere posto e stipendio?
Colpevoli di aver detto al mondo con timidezza e candore la pura verità sul cancro e l’infarto, sul diabete e l’obesità.
Per fortuna che chi scrive non ha un incarico universitario, o un posto in un giornale, in televisione o in una banca. Gli impedirebbero di vivere.
Parlare in modo elogiativo di Cambridge significa mettere automaticamente sotto accusa mezzo mondo, se non oltre tre quarti di esso: governi e sindacati, supermercati e bar casari e macellai.

Che serve poi boicottare Cambridge? Chi è quel matto che va a seguire la vera dieta umana?

Ma poi, a pensarla bene, non è nemmeno indispensabile boicottare Cambridge.
Chi è mai quel cretino al mondo che va a mangiare frutta cinque volte al giorno?
Gli viene una diarrea fulminante, non per colpa della frutta, ma perché è troppo inquinato internamente.
Più in bagno che sul posto di lavoro
E poi, se mangi frutta non mangi carne.
Niente proteine nobili e niente B12 indispensabile? Che vita sarà mai quella?

Cambridge ha ragione. Io ne prescriverei 7 pasti di frutta al giorno. Ma nessuno mi seguirebbe.

Famosa la posizione del dr Ray Strand. Cambridge ha ragione.
Conoscendo i meccanismi dello stress ossidativo e dei radicali liberi io imporrei per legge a tutta la popolazione americana, il modulo F7, cioè 7 pasti di sola frutta al giorno.
Siccome però conosco troppo bene i miei polli, avendo fatto il medico non per 2 ma per 20 anni, so che solo il 5% mi seguirebbe.
Per cui la mia soluzione è quella di ordinare a tutti pesanti cure di vitamine sintetiche e minerali inorganici, non per settimane o mesi, ma per la vita intera.

Il dr Boyd S. Eaton e la vitamina F12 dell’uomo paleolitico

Il bello arriva col dr Boyd S. Eaton, massima autorità mondiale nel campo della nutrizione paleolitica.
Grazie al carbone radioattivo si riesce ad analizzare le feci pietrificate dei nostri primi antenati, e si scopre una cosa che si sospettava già, e cioè che mangiavano 3 volte più fibre di noi, e che consumavano un pasto intero di frutta 12 volte al giorno.
La famosa formula F12 di cui ho parlato al titolo.
Occorre sapere che vitamina C e B12 stanno ai lati opposti, non come polo positivo/maschio e polo negativo/femmina, che si fronteggiano attraendosi.
C e B12 si odiano e si respingono, sono incompatibili, non ne vogliono sapere di stare assieme e convivere.
Fanno il gioco del chiodo-scacciachiodo.

Più Vitamina C nella dieta e meno B12 nel sangue

Pertanto, se il vegetariano degenerato di oggi (chiamato impropriamente onnivoro) rivela una presenza di 500-800 pg/ml di B12 nel sangue, e se il vegano odierno ne rivela 80-120 mangiando frutta, mentre il vegetariano a uova e formaggi arriva a 200-300, è chiaro che l’uomo del paleolitico stava forse a 40-50 di B12, o anche meno, con tutta la C naturale che assumeva, e con tutta la C che immagazzinava e la C che auto produceva (proprietà poi perse nel corso dell’evoluzione).
Ecco dunque spiegato, senza usare reagenti e provette, ma solo con un pizzico di sale in zucca al posto della comune paglia, l’incredibile paradosso della B12, elevata scioccamente o a imperatrice mondiale dei micronutrienti da una frotta di pseudo-scienziati incompetenti, plasmati e sovvenzionati da un manipolo di furbastri.

Da dove arriva il dna e l’ispirazione

Non manca chi critica, è ovvio.

Qualcuno però mi telefona per dirmi che le mie tesine hanno qualcosa di più e di diverso, e che sono considerabili articoli d’autore.
Qualche altro li fa circolare presso amici, come il Paolo che continua a chiedersi da dove arrivi la mia ispirazione, senza aver capito che in me, come in Tinto Brass, c’è sangue istriano, e come in Pasolini, c’è sangue friulano, territorio ruvido, di estremi e di contrasti.
Non si rende conto che nell’Istria, che gli Americani hanno scelleratamente tolto all’Italia, ci sono le foibe e l’odore di morte delle stragi titine, ma ci sono pure le belle insenature e le magnifiche costiere di Abbazia e del Quarnero, dove trionfano il sole e l’amore, l’erotismo salmastro e amorale delle enclavi incontaminate dal bigottismo papale.
E non si riflette nemmeno sul fatto che nel dna dei friulani convivono, come punti estremi le celebri battute tipo Fatela, fatela, ma fatela, di un certo Monsignor Zaffonato, e le scene truculente del Vangelo pasoliniano, mentre pure la natura conosce stacchi tremendi che vanno dalle distese di stelle alpine delle montagne carniche, ai ciclamini e le violette delle colline moreniche, ai macelli stracolpi di anime spaventate e abbandonate del sandanielese, chiamate volgarmente porci o suini da quelli che si comportano da porci davvero, usate per fare dei prosciutti destinati al mercato mondiale.

Le gambe in più delle m sulle n valgono quanto le gambe delle thailandesi di Shanghai e delle cinesine di Shanghai

Mentre scrivo le ultime righe, mi arriva una telefonata dal Bruno Giovannetti.
A conferma che le bastonatine arrivano anche dai più cari amici.
Valdo, tu hai la tastiera difettosa. Oppure continui a lavorare troppo di fantasia.
Come si fa a sbagliare le doppie, a scrivermi calciotonina al posto di calcitonina, a scrivere melanina al posto di melammina.
Guarda che le gambe in più delle m sulle n valgono tanto quanto le gambe delle thailandesi di Chiang Mai e delle cinesine di Shanghai.
Non sarà che ti distrai troppo e pensi sempre a quello, come il tuo corregionale Tinto Brass?

Valdo Vaccaro

domenica 25 gennaio 2009

MENDELSOHN E GIOVANNETTI, DUE TEOREMI A CONFRONTO

MENDELSOHN E GIOVANNETTI, DUE TEOREMI A CONFRONTO

Le opinioni al vetriolo di un famoso pediatra Americano

Robert Mendelsohn non è un igienista-naturale alla Shelton, ma è altrettanto celebre in America e nel mondo per i suoi best-seller, piccanti e controcorrente.
I suoi libri stanno infatti in tutte le biblioteche che si rispettino, senza lasciar fuori quelle domestiche.
Non c’è Americano che, di fronte a un problema fisico suo o dei suoi familiari, ed in particolare dei suoi bambini, non dica Vediamo cosa ne pensa Mendelsohn.
Medico e pediatra, la sua fama se l’è guadagnata negli anni prendendo posizioni coraggiose e controverse, mettendo a nudo le incongruenze e le lacune, le debolezze e gli scheletri nell’armadio di quel grande e potente carrozzone che risponde al nome di Apparato Sanitario Mondiale.
Oltre che dare consigli specifici e dettagliati sulle varie afflizioni e casistiche che affliggono la popolazione, improntati all’originalità, alla franchezza, allo spirito umoristico, Mendelsohn non ci pensa due volte ad esternare le sue opinioni al vetriolo su Medicina e sui colleghi medici.

Vuoi star bene e mantenerti intatto? Non andare dal medico

Non è facile sentire un macellaio che dica Stai lontano dalla carne, o un panettiere che inviti la popolazione a consumare meno pane e meno grissini.
Ma nel caso di Mendelsohn ci si può attendere questo e altro.
Particolarmente nota al pubblico la sua paradossale raccomandazione a stare alla larga da medici e pediatri, categoria pericolosa a cui purtroppo lui appartiene.
Stai bene? Non andare dal medico, perché ti farebbe facilmente ammalare.
Stai male? Non andare dal medico, perché ti aggraverebbe la situazione.
Ci sei già andato? Ricordati e prendi nota di quello che ha detto, e poi fa esattamente l’opposto, se vuoi saltarne fuori intatto.
Questo l’irresistibile teorema Mendelsohn, carico di humour e di freddura anglosassone, ma anche di scomode verità, ormai stampigliato nella mente dei suoi tanti estimatori.

Uno sberleffo continuo all’Ordine Sanitario Internazionale

Se una cosa del genere viene detta da un paziente beffato, o da un mangia-medici qualsiasi, essa viene presa per una delle tante provocazioni dettate da spirito di vendetta o di rivalsa.
Ma, la medesima frase, proveniente dalla bocca o dalla penna di una autorità in campo sanitario, fa un certo effetto, non solo imbarazzante ma anche devastante, per la reputazione dell’Ordine Medico Internazionale.
Ordine Medico che farebbe ben volentieri a meno di annoverare tra le sue file un elemento così scomodo.
Ordine Medico che, tra l’altro, ha dato lo sfratto a fior di medici, con la tipica sua arma della radiazione, per infrazioni ed offese assai meno irritanti ed ingombranti di questa.

Impossibile figurare un Roberto Mendelsone in terra d’Italia

Ma Robert Mendelsohn vive in America, il Paese della Grande Mela e della Statua della Libertà.
Vi figurate un dr Roberto Mendelsone italiano, di Castelvetrano o di Finale Ligure, che fa il dissidente medico di lusso, e vende i suoi libri dirompenti, esposti come best-seller nelle librerie e nelle edicole delle stazioni ferroviarie d’Italia?
Sarebbe davvero troppo. Qualcosa riscontrabile al massimo in un romanzo di fantascienza, o in una fiction televisiva.

Ciononostante, se l’America suona le sue trombe del dissenso col dr Robert Mendelsohn, in Italia possiamo sempre suonare le nostre campane col dr Bruno Giovannetti

A Roma c’è il Colosseo, c’è Fontana di Trevi, c’è il Gianicolo, c’è lo Stato del Vaticano coi suoi Papi e i suoi Cardinali, e i non lontani trascorsi dell’Inquisizione, ma di statue della libertà nemmeno l’ombra.
Significa forse che tutti i medici italiani sono square, inquadrati, paurosi e pusillanime?
Nemmeno per sogno.
Sotto la cenere delle contestazioni epidermiche e di facciata, c’è brace che arde in abbondanza, tanta da fare invidia alla stessa America.
Il dr Bruno Giovannetti è un esempio probante di una dissidenza italiana repressa dal sistema quanto basta, ma non per questo meno arrembante e caustica.
Il nostro esponente non è famoso come Mendelsohn, ma non per questo è meno bravo e titolato, meno arguto e polemico nelle sue osservazioni, meno scompigliante e dissacrante nei suoi ricordi di ieri e nelle sue constatazioni di oggi.

Dica Trentatre. Trentatre anni come la mia militanza da Medico della Mutua.
La truffa istruttiva dei betabloccanti.

Immerso fino al collo nella Sanità di questo paese a partire dal 1975, ed avendo pertanto sulle spalle 33 anni di ininterrotta militanza come medico della mutua, ne ha viste letteralmente di ogni colore, ne ha sentite ed esperimentate di cotte e di crude, e l’album dei suoi ricordi è pieno di cose da raccontare.
Ha visto scorrere sotto i suoi occhi increduli, ha seguito il nascere, il prendere corpo, lo svilupparsi e il concludersi delle truffe più assurde e più atroci.
Ha dovuto inghiottire rospi in continuazione, facendo ricorso pure a qualche digestivo di troppo, quando i bocconi amari non andavano davvero giù.

Ha dovuto assistere e sottostare a corsi di aggiornamento in cui si sosteneva una certa cosa, come ad esempio che I betabloccanti sono controindicati nello scompenso cardiaco e, dopo 5 o 6 anni, trovarsi coinvolto in altri seminari dai toni esattamente opposti, dove si affermava che E’ da criminali non usare i betabloccanti nello scompenso cardiaco.

Gli imbrogli e le insolenze della B12

A proposito della B12, quando alle ditte farmaceutiche interessava sbarazzarsi di grosse ed ingombranti quantità di questa vitamina, prodotta a quel tempo dagli scarti di lavorazione della streptomicina, con cui si usava curare la tubercolosi, i medici prezzolati la prescrivevano non a rivoli ma a fiumi, mentre poi, passata la buriana, esauriti i bidoni stracolmi di materia prima che intasavano i magazzini, gli stessi suoi colleghi medici si dimenticarono improvvisamente delle gravi carenze di B12 che serpeggiavano paurosamente tra la popolazione italiana.
E, allora, tanto perché l’argomento B12 non scompaia del tutto dalla circolazione e dalle chiacchiere insulse dei salotti sanitari, si decise di associare la B12 alle ignare, salubri e sparute schiere di vegani di questo paese.

La miracolosa calcitonina e la generosità encomiabile della Finanza Pubblica.
Oggi non si prescrive più. Mistero della fede.

Nel caso della calcitonina, famoso farmaco che, diluito opportunamente costava un occhio della testa, centinaia di primari prezzolati distribuivano certezze sulla necessità di prevenire e curare l’osteoporosi con quel sistema.
Ammonivano i malcapitati medici della mutua sul pericolo giuridico che essi passavano a non prescrivere tale costosissimo ed indispensabile farmaco, che del resto era pure passato dalla mutua del generosissimo stato italiano.
La sostanza-base, estratta dagli scarti di macellazione di salmoni-delfini-tonni-balene, ridiventata oggi di moda con l’altro scandalo Omega-3, e contenuta nella risibile quantità dell’1%, veniva pagata 700% più dell’oro, cioè 7 volte più del metallo prezioso.
Anche in questo caso, come per i betabloccanti, come per la B12 e l’Omega-3, la grancassa televisiva, e i giornali in coro, facevano in modo che il mutuato medio pretendesse la prescrizione di calcitonina dal proprio medico curante.
Da 10 anni nessuno la prescrive più.
Come mai era indispensabile prima e ora non più? Mistero della fede.

Le miliardarie statine e il boicottaggio delle ricerche sull’omocisteina-killer

Ma la truffa continua.
C’è molto da dire sulla eradicazione dell’Helicobacter, accusato di ogni presunto delitto intestinale.
Non parliamo poi del colesterolo, al quale hanno cambiato persino caratteristiche e valori-normali, per abbracciare più malati da curare con le miliardarie statine.

700 mila lire a botta, per farsi dare una spinta AZT verso la tomba.
Non era, e non è, stato inventato ancora il profilattico a Testa-Intera.

Non parliamo poi della terapia AIDS/HIV, la quale ha fatto più morti delle varie disfunzioni etichettate come AIDS. Eppure negli anni 90 c’era gente che faceva la fila per pagare una visita a un luminare AIDS con la modica cifra di 700 mila lire, ed essere curata col famigerato killer AZT.
Non a caso, fuori delle compiacenti sale massaggio di Bangkok e dintorni, cioè a non oltre 20 metri dalle stesse, fioriscono i centri di cura AIDS, tipo servizio barba e capelli.
La barba te la curano le ragazze, e i capelli, o meglio i peli, il medico Clinton-ammaestrato, sempre con l’AZT.
Il maggiore esperto italiano AIDS, lo stesso che curava i malati con l’AZT a 700 mila per botta, spiegava a noi sottosviluppati medici che l’AIDS si contagia col sangue e lo sperma, ma non tramite zanzare e non tramite il bacio nella bocca.
Aveva con sé pure una modella sieropositiva che baciò di fronte a noi, per convincerci e darci prova evidente che non barava.
Ma noi medici, per quanto creduloni possiamo essere, sappiamo che nella saliva ci sono sempre tracce di sangue.
Chissà perché, tale discorso non valeva per l’AIDS.
Già, non era, e non è ancora, stato inventato il profilattico Testa-Intera, quello che non si infila sul pene e a partire dal glande, ma sulla testa a partire dalla nuca, tanto per capirci con precisione.

Le zanzare assassine per la malaria ma innocenti per l’AIDS

La malaria, notoriamente, si trasmette nel sangue tramite le zanzare.
Come dimensioni, il rapporto tra il parassita Plasmodium Malarie (o macro-protozoo della malaria) e il presunto micro-virus HIV dell’AIDS, è come quello che passa tra un camion e una scarpa.
Quindi noi dovremmo credere che una zanzara riesce sì trasportare un camion di infezione malarica, ma non, nel modo più assoluto, una scarpina di AIDS.
E nessuno obietta nulla.
La decisione di divulgare la certezza che la zanzara contagia la malaria ma non l’AIDS, fu presa ovviamente a tavolino per motivi molto pratici, di carattere sociale e sanitario.
Ti immagini le risse a volersi liberare di qualsiasi sieropositivo nel proprio quartiere, in presenza di zanzare trasmettitrici di HIV?

Gli ospedali del mondo, meta preferita di villeggiatura estiva ed invernale per la Zanzara Tigre

Negli ospedali del mondo poi, oltre ad esserci molti sieropositivi, le zanzare abbondano persino d’inverno, grazie al riscaldamento 24 ore su 24 che le mantiene affamate ed attive.
Meglio dunque assolverle.
Ennesima incongruenza di una teoria AIDS senza capo né coda, se non quella di terrorizzare a morte il genere umano, di fare un inno all’innocenza delle zanzare Tigre, e di spillare miliardi agli stati del mondo.
E l’Università La Sapienza di Roma, coi suoi irreprensibili luminari, pretende pure di fare il contropelo a Peter Duesberg, uno dei rarissimi esempi viventi di coraggio e di trasparenza scientifica di questo Mondo Cane della Ricerca Sanitaria.

Perseguitare l’umanità intera, la razza umana, l’Homo Sapiens, con una malattia che non esiste è evidentemente più semplice e conveniente che perseguitare la razza dei Ditteri del genere Anopheles
Vulgut Vult Decipi: il popolo vuole essere ingannato.
Coniato ai tempi di Cesare, vale più che mai 2000 anni dopo.

Complimenti alla AVA ed alla ABIN

I tuoi articoli, quanto dite in AVA e in ABIN, vanno bene e sono ben fatti.
Vorrei pure intervenire e darvi una mano.
Ma non me la sento. Mi fa difetto quella energia interna che voi dimostrate di avere.
Mi manca perché continuo a vedere tutto nero (almeno in Italia).
Vedo che tutto procede senza speranza di miglioramento.
Concordo con quanto ti ha detto Carmelo Scaffidi.
Ovvero che voi igienisti naturali e voi animalisti siete Quattro pazzi i quali, in una via intasata da 100 mila persone che corrono tutte in blocco verso una direzione sbagliata, pretendete di farvi un varco e procedere in senso inverso.

Ci vuole coraggio e determinazione, nonché una certa dose di pazzia

Ci vuole coraggio, determinazione, ed anche una fede che a me onestamente manca.
Concordo pure con la lodevole militanza animalista di Franco Libero Manco.
Mi sembrate dei D’Artagnan fuori del tempo e dello spazio, che incrociano eroicamente le loro spade contro i missili e il Napalm, o meglio ancora dei Don Chisciotte all’arrembaggio, coperti dalla sola armatura della penna e del cuore, ma in balia di cento e uno mostri spietati, di mille e una imbecillità.
Vedo una sproporzione abnorme tra la vostra voce e quella delle varie televisioni, giornali, università.
Vedo decine di migliaia di informatori farmaceutici sguinzagliati per la penisola.
Vedo presidenti, deputati e senatori con la mortadella e la trippa stampigliata sulla fronte.
Vedo sindacati pronti a mobilizzare trattori e forche lungo le strade e le ferrovie, al solo pensare di toccargli le quote latte e le quote carne.
Vedo banali cuochi diventare classe dirigente e classe docente.

Ci vorrebbe un nuovo Alighieri e un Nuovo Inferno Dantesco, carico di aggiornamenti

Tutto materiale umano che richiederebbe un nuovo Alighieri e una nuova versione dell’Inferno Dantesco.
Tutti concordi a predicare Prova del Cuoco, Proteine Nobili, Ammazza e Mangia, Omega3, Carenza B12, AIDS Trasmissibile (ma non col bacio e non tramite zanzare), Aviaria (ma non valida per i polli italiani, in quanto i nostri esecutori di polli usano i guanti e si lavano le mani ogni 15 secondi, come incredibilmente trasmesso dal TG3), Mucca Pazza (ma basta togliere l’osso alla fiorentina), Manzi e Maiali alla Diossina (ma solo quelli irlandesi), Pesce del Mekong (inquinato perché costa troppo poco).

E’ duro lottare contro i ladroni, ma è ancora peggio dover lottare contro le vittime dei ladroni

Io non ne posso più.
Non è solo una questione della strapotenza di queste bande di ladroni che hanno il mondo e la gente ai propri piedi.

Il problema che mi dissuade dall’agire è che la maggior parte della gente, in favore della quale si cerca di
fare del bene e di aprire degli squarci di verità, è veramente stupida ed ammaestrata come le pecore e le oche, indipendentemente dai titoli e dalle lauree che può avere.
Oltre che essere stupida, non si azzarda a ragionare e a raggiungere conclusioni.
Pesce inquinato del Mekong per colpa delle industrie Vietnamite e Cambogiane?
Generali tedeschi sono stati impiccati per molto meno di quanto hanno fatto gli Americani da quelle parti, ma la cosa non si deve dire.

Non sono fiero di essere medico. La lista delle cazzate è molto precisa e dettagliata.

Io non sono fiero di essere medico.
Non mi sento di appartenere alla categoria dei medici.
Mi considero un dissociato, come si diceva ai tempi delle Brigate Rosse.
Non un pentito, perché non ho mai condiviso il pensiero e le azioni dei miei colleghi.
Sono sempre stato un dissociato, ed ormai sto per diventarlo anche psichicamente.
Mi ritrovo addosso solo energia distruttiva. Mi incazzo e basta.
Sarà perché per quasi mezzo secolo ho fatto un mestiere che mi obbligava a fare l’opposto di quanto credevo giusto.
Per 33 anni, tanti quanti gli anni di un Signore (quello del terzo piano) a cui credo poco, ho pazientemente ascoltato:

1) Cazzate dette in malafede dai propagandisti farmaceutici.
2) Cazzate dette parte in buonafede e parte in mala da primari e da colleghi importanti che davano autorevoli e dogmatiche direttive.
3) Cazzate dette in buonafede dai pazienti, a loro volta subdolamente indottrinati dal perfido apparato televisivo

Non sono vegetariano per convinzione o debolezza gastronomica, ma simpatizzo per gli animalisti

Sai che non sono vegetariano e tanto meno vegano.
Al limite non sono d’accordo con te sulla dannosità dei latticini, che vedo come un male minore.
Simpatizzo però coi vegetariani, soprattutto dal punto di vista animalistico.
Sono senz’altro convinto che la questione delle proteine nobili sia una grossa balla e una perfida truffa, e che le proteine animali non siano affatto indispensabili.

L’obiettività e la cultura della Televisione Italiana.
Un paese civile e sviluppato non può ridursi a questo miserabile, vergognoso, infimo livello.

Per quanto concerne l’obiettività della televisione italiana, essa salta ancora di più all’occhio guardandola all’estero, in quei programmi limitati e concentrati che dovrebbero rappresentare il meglio della nostra cultura.
Tu che frequenti l’Oriente ancora più di me sai bene che Rai International trasmette incredibilmente dalle 6 alle 8 ore di Prova del Cuoco o dell’equivalente (non so il titolo).
Per il resto manda in rete partite di calcio e tre tipi di telefilm o fiction riempitiva, dove si deduce quant’è buona la polizia, quanto sono buoni i preti e i carabinieri.

Nulla ho contro le persone, o contro le rispettabilissime (preti a parte) categorie citate, ma un paese civile e ricco come l’Italia non può ridursi a questo livello.

Dal Consolato Spaghetti al Consolato Mortadella and Trippa

Nei tempi andati, se uno straniero doveva fare un visto per l’Italia presso il Consolato Italiano, usava dire
I’m going to Spaghetti, che era già abbastanza riduttivo e seccante.
Ma d’ora in avanti lo straniero che avesse seguito il video tricolore potrebbe solo dire I’m going to Mortadella and Trippa, che è ancora più disonorevole degli spaghetti ovviamente.
Per due legislatura abbiamo avuto infatti in Prodi un premier denominato Mortadella.
Pare che l’attuale Ministro delle Politiche Agricole venga spesso associale all’immagine del Salame Nostrano.
Stia attento il buon Silvio a non farsi appioppare l’incomoda etichetta di Trippa.
Sponsorizzare ed approvare su Mediaset trasmissioni come Gusto, non può fare altro che ripagare al meglio il suo padrone.
A ognuno il suo, come dice il proverbio.
Non si possono seminare ceci e raccogliere fichi.

Un divertente episodio calcistico coinvolgente la Frascatana e la Grossetana

Per quanto concerne il calcio, ricordo poi un particolare.
C’erano i Campionati Europei del 2004 e mi trovavo a Pattaya.
Mi interessava di vedere la partita Italia-Bulgaria.
Scoprii che Rai International trasmetteva a quell’ora l’incontro Frascatana-Grossetana.
Non intendo offendere i tifosi di tali squadre e nemmeno gli amanti della cucina filo-macellatoria, ma mi viene lecito chiedermi se è verosimile che agli italiani all’estero piaccia da matti la Prova del Cuoco da mattina a sera, e se è verosimile che siano per la maggior parte provenienti da Frascati e Grosseto.

Il problema è che la popolazione italiana è la più medicalizzata del mondo

Il problema, caro Valdo, è che la popolazione italiana è la più medicalizzata del mondo intero.
E’ un paese, il nostro, dove il paziente è ormai più medico del medico.
Primo a criticare il medico che sbaglia.
Primo anche a criticare le medicine e i farmaci, ma primo anche a difendere il sistema e a farsi dare prescrizioni, iniezioni e pillole.
Ricordo che spesso ho praticato di mia iniziativa la Cura della Non Cura, che voi igienisti naturali raccomandate in continuazione, e spesso a ragione.
Ma ho sempre dovuto farlo da carbonaro, all’insaputa dello stesso cliente che avevo in cura, perché, se lo avesse saputo, al posto di ringraziarmi avrebbe cambiato medico.
Un Roberto Mendelsone insomma, in Italia correrebbe il concreto rischio di trovarsi le stanze di casa piene dei suoi libri invenduti e all’indice.

Se il teorema Mendelsohn ha sfondato nel mondo, il teorema Giovannetti non è da meno.
Mendelsohn è sadico e masochista.
Giovannetti, per una volta, si comporta da Papa: salva il medico, salva il paziente e salva il farmacista.

Al teorema Mendelsohn, citato all’inizio, il dr Giovannetti contrappone il suo, molto più umano e tollerante, ed anche più ironico e malizioso.
Mendelsohn è bravo e simpatico, ma ha pure del masochista, perché sputa nel piatto in cui mangia.
Forse lo fa perché poi vende tanti libri, e allora diventa un opportunista.
Sadico lo è di sicuro, in quanto condanna a morte sia il medico che il farmacista.
Giovannetti no. Mette tutti d’accordo, e lascia che il conto lo paghi lo stato, da sempre campione in fatto di generosità e di manica larga.

Stai bene? Restatene a casa e ringrazia il cielo.
Stai male? Va dal medico e fatti dare delle prescrizioni (perché anche lui deve pur vivere).
Poi va dal farmacista e ritira le medicine (perché anche lui deve pur vivere).
Tornato a casa, prendi il sacchetto coi farmaci e scaraventalo nelle immondizie (perché anche tu devi
pur vivere)

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

sabato 24 gennaio 2009

ARTERIOSCLEROSI, OMOCISTEINA E CARENZE ASCORBICHE

ARTERIOSCLEROSI, OMOCISTEINA E CARENZE ASCORBICHE

Da oscuro aminoacido a responsabile centrale della malattia cardiovascolare e del cancro,
ovvero della accoppiata killer numero 1

Fino a qualche tempo fa l’omocisteina era un oscuro e misterioso aminoacido conosciuto solo come derivato dalla normale scissione delle proteine.
Il dr Kilmer Mc Cully spiega e rivela invece come questa sostanza possa essere coinvolta nell’origine e nello sviluppo della malattia che disabilita e uccide più gente prematuramente più di ogni altra.
L’arteriosclerosi è un indurimento-irrigidimento delle arterie in tutto il corpo, specie del cuore, del collo e delle gambe.
Un componente della arteriosclerosi è la aterosclerosi, ovvero i depositi di grasso e di colesterolo (ateromi) all’interno delle pareti arteriose.
Le placche risultanti restringono le arterie, le calcificano, e diventano ricettacolo per lo sviluppo di grumi di sangue, il che porta a risultati catastrofici, come infarti, attacchi cardiaci, amputazioni di arti.

L’infarto, l’ictus, il cancro, non arrivano a caso, o semplicisticamente per motivi ereditari.
Il comportamento di avi e di genitori c’entra, ma molto meno delle bestemmie nutrizionali.

Tali calamità sono la conseguenza non di misteriosi meccanismi innestati da chissà chi e chissà come, ma bensì di specifici e noti stili di vita adottati nei paesi del benessere e dello stravizio alimentare, ovvero di quella che viene eufemisticamente chiamata l’indiscrezione nutrizionale.
In termini igienistici, che in questo frangente sono molto più reali ed obiettivi di quelli medici, non si tratta di una indiscrezione ma di una continua bestemmia nutrizionale.
Mettere all’interno del proprio motore eminentemente fruttariano, il carburante più opposto e più incompatibile col carburante frutta, è l’offesa più grave e più gravida di conseguenze che l’uomo possa arrecare ai propri meccanismi di sostegno interno, l’insulto più diabolico che possa fare a se stesso.

I primi studi sulla arteriosclerosi dei patologi Karl Rukitansky e Rudolf Virchow

Nel 19° secolo, due dei fondatori della medicina moderna, Karl Rokitansky e Rudolf Virchow, cominciano a studiare sistematicamente i cambiamenti di tessuto nel corpo delle persone decedute.
Nel 1842, Rokitansky pubblica un manuale dove suggerisce che gli elementi del sangue, incluso grumi e siero, formano degli strati sulla parete interna delle arterie, e che, col tempo, questi strati incorporano elementi del sangue in quella densa, indurita, calcificata parete arteriosa che caratterizza l’arteriosclerosi, malattia caratteristica e tipica dell’età avanzata.
Rudolf Virchow, famoso patologo tedesco che introdusse l’analisi microscopica dei tessuti, descrive l’arteriosclerosi dicendo che la parete arteriosa prima subisce una degenerazione in cui sostanze mucose si depositano sul tessuto. Poi le sostanze grasse del sangue penetrano nelle pareti e diventano depositi, formando ateromi.
Gli ateromi contengono al loro interno una sostanza simile al porridge (crema di avena).
Il termine ateroma deriva dal greco Athere (porridge) e Oma (gonfiore).

Un mondo intero in lotta contro il grasso e il colesterolo LDL, ma le miliardarie statine non bastano.
La Lipitor della Pfizer e la Zocor della Merck in lotta per il record di tutti i tempi.

Una serie impressionante di cibi non-grassi e di prodotti alimentari a basso contenuto lipidico fa bella mostra negli scaffali di ogni supermercato, mentre le industrie farmaceutiche hanno fatto e stanno tuttora facendo fortuna con le statine, ovvero coi farmaci anti-colesterolo LDL.
I mercanti della salute vanno letteralmente a caccia di pazienti, come facevano nel Medioevo i medici girovaghi e i ciarlatani.
Una persona sana sarebbe la rovina per tutto il sistema, il cattivo esempio e la pietra dello scandalo.
La presenza nell’organismo delle cosiddette statine impedisce che si formi in esso l’acido mevalonico, necessario per la sintesi del colesterolo.
La statina Lipitor della Pfizer conta di arrivare a un volume vendite di 10 miliardi di US$/anno (il prodotto farmaceutico best-seller di tutti i tempi).
La statina Zocor dell’altro gigante americano Merck arriva a 7,5 miliardi di US$/anno.
Negli USA, il 5,4% della popolazione adulta assume regolarmente statine, e nel mondo intero ci sono 44 milioni di consumatori.
Tuttavia, pare che le origini della specifica aterosclerosi e della malattia degenerativa generale delle arterie (arteriosclerosi) siano multifattoriali, per cui lottare semplicemente contro il colesterolo LDL non è affatto sufficiente.
Esistono infatti diverse teorie mediche sui fattori causativi della malattia cardiovascolare:

La teoria sulla arteriosclerosi da C-deficienza.
Se Cambridge2000 ha sconvolto il mondo coi 5 pasti di frutta al giorno, cosa dirà la gente apprendendo che l’uomo del paleolitico ne mangiava 12, cioè oltre 3 volte di più?

La vitamina C serve a costruire e riparare il tessuto connettivo, incluso il tessuto delle arterie.
La formazione di placca rappresenta il tentativo del corpo di riparare le aree danneggiate delle pareti arteriose indebolite.
Il primate uomo ha infatti perso l’abilità dei tempi andati di sintetizzare la vitamina C.

Se pensiamo poi che l’uomo del paleolitico consumava non i 5 pasti di frutta al giorno timidamente indicati dai medici di Cambridge (esperimento Cambridge2000), che tanto stanno scandalizzando e meravigliando il mondo, ma addirittura 12 pasti-giorno di sola frutta, come confermato dal dr Boyd Eaton, massima autorità mondiale sulla nutrizione paleolitica, pur potendo stoccare vitamina C nel suo corpo a differenza di noi, ci rendiamo conto non del grave divario, ma dello spaventoso baratro ascorbico che ci separa dai nostri antenati.
Antenati che, da bravi fruttariani, assumevano 12 iniezioni di vitamina C viva, ed in più riuscivano pure a produrre della vitamina C in proprio, capacità che abbiamo perso nel corso dei millenni.
Antenati che avevano dunque tanto acido C-ascorbico, tanta E, tanto ferro e tanto magnesio, tutti micronutrienti compatibili e amici, mentre avevano in ovvia corrispondenza livelli di B12 molto più bassi non solo dei 156 blaterati dalla FDA, ma anche degli 80 stabiliti dalla WHO.

Il vero difetto dell’umanità odierna non è la carenza di B12, ma la carenza di materia grigia.

Mentre una frotta di inutili e parassitari laboratoristi butta via il suo tempo a fare migliaia di esperimenti scemi con gruppi di gente malandata, selezionata a uso e consumo dei propri sponsor, per dimostrare che sì, che la macchina umana è perfetta, che ha trilioni di cellule contenenti micro-forni chiamati mitocondri, trasformatori biochimici ed organelle, in ognuna di tali cellule, che ha un assieme di tubicini e condotti lunghi 7 volte il percorso Roma-Pekino, ma che un Creatore, chiamato Dio o chiamato Evoluzione, ha costruito in modo disordinato ed incoerente, incompleto ed approssimativo, lasciandogli un banale difetto chiamato carenza B12.
Si può essere più imbecilli ed ignoranti di così? Ecco quale è il vero difetto.
Non la carenza strisciante di B12 (che in caso è una multi carenza del gruppo B e di certi minerali organicati) ma la carenza di materia grigia, la carenza di abitudine a pensare col proprio cervello e non con quello degli altri.

Esaltare la B12 significa automaticamente deprezzare la vitamina C, la E, la B9 e la ferritina.
Come dire esaltare il letame e dare un calcio a oro, platino, argento e rame.

Esaltare la B12 significa automaticamente deprezzare ed umiliare la vitamina C e la E, ed anche il ferro.
Come dire esaltare il letame e disprezzare l’oro, il platino e l’argento.
Esiste sul pianeta Terra una autentica isteria collettiva, una cospirazione ed una autoipnosi filobidodici e
filo-nobilproteica che offende la scienza e l’intelletto.
Una incrostazione e un cancro che si sono inseriti nei condotti che portano al cervello, e che coinvolgono non solo i malandrini, ma anche le vittime dei malandrini, anche gli stessi igienisti di comodo e dell’ultimo istante, quelli che alzano la cresta quando stanno bene e che, alla prova della verità, si spaventano di fronte a una semplice e positiva crisi eliminatoria.
Una incrostazione e un cancro che richiederanno non bicchieri o bottiglie o cisterne, ma oceani di succo d’arancia e di pompelmo, per essere rimosse e disintegrate, per riportare alla ragione una umanità più che mai deviata, disorientata e letteralmente accecata dall’ignoranza.

Il grido inascoltato non dei vegani e degli igienisti ma degli stessi medici onesti e trasparenti

Ancora più grave appare dunque l’indiscrezione, guidata malamente dalla FDA, dalla Medicina e dalla Pediatria, di spingere il mondo verso la carne e il gruppo B, e particolarmente verso la B12 (vitamina fantasma e comunque incompatibile col fattore C).

Più vitamina B12 abbiamo addosso e più vitamina C serve infatti per contrastarla, data l’estrema incompatibilità tra di esse.
Più puzza di B12 abbiamo nel sangue e nei tessuti e più profumo ed aroma di frutta serve nei medesimi per contrastare il fetore, si potrebbe dire in termini più comprensibili e terra-terra.
Abbiamo detto e ripetuto che le tabelle della FDA, e quindi l’intera cultura medica mondiale che prende ordini dalla FDA, sono un oltraggio la logica e alla verità.
Non lo diciamo semplicemente noi non-medici in questa sede, ma lo hanno gridato a voce alta al mondo i migliori e i più affidabili ricercatori medici, come quelli dell’Università di Cambridge, avvertendo che i 40 mg al giorno di vitamina C citati dalla FDA nelle proprie tabelle puzzano di criminalità, più che di incompetenza.

La mossa incredibile della FDA sulla melammina.
In Cina si manda la gente al patibolo per 2 mg/kg, e la FDA autorizza i casari a cacca orinare sul latte e su centinaia di altri prodotti di alto consumo la bellezza di 2.5 mg/kg.

Per errori 1000 volte più banali e sciocchi, c’è gente che è stata impiccata e che sta andando al patibolo (vedi le prime due condanne a morte inflitte in Cina, notizia di ieri, per lo scandalo melammina).
Non a caso, anche con la melammina, la FDA ha sancito nell’Ottobre 2008 il livello 2.5 mg per 1 kg di latte, come la barriera oltre la quale non si deve andare (salvo che per il latte in polvere ad uso neonati).
Mossa incredibile.
Mossa che la gente non ha capito.
Mossa che nessun giornale al mondo ha segnalato.
Figurati in Italia. Abbiamo cose ben più serie cui pensare.
Melammina? Bazzecole. Roba da cinesi.

Un invito a consultare immediatamente l’articolo Oro Bianco, Oro Rosso, Oro Nero

Non accusatemi di vanità o di presunzione. I problemi sul tappeto vanno oltre a queste inezie.
Chiedo di consultare il mio articolo perché non esiste altro scritto specifico sull’argomento, che io sappia.
L’articolo pubblicato a ottobre, dal titolo Oro Bianco, Oro Rosso, Oro Nero, metteva in luce questo ennesimo imbroglio FDA, passato indenne senza che nessuno obiettasse nulla.
Lo mandai tradotto in inglese al South China Morning Post di Hongkong.
Risultato? Insabbiamento immediato.
Qualcuno mi ha chiesto di inviarlo al Corriere, alla Stampa e al Giornale. Ma siamo forse tutti impazziti?
Vuoi che un direttore responsabile vada a giocarsi la sua posizione per l’articolo scomodo di qualche scrittore moccioso e impertinente?
Gli unici editori seri di oggi sono quelli on-line, Luigi Boschi in testa, poco o nulla disposti a cedere ai ricatti e alle imposizioni del potere.
La cultura, nel Terzo Millennio, latita più che mai sulla carta stampata, sul linguaggio ufficiale dei giornali e delle televisioni, sulla cosiddetta Nomenklatura, ma viene più che mai confinata all’underground, alla cosiddetta fogna, alle cantine segrete dei carbonari, alle messe nere, alle logge e alla Massoneria.
Infatti, chi vuole leggere Oro Bianco vada su Internet o lo chieda alla AVA di Roma ed alla ABIN di Bergamo, se non direttamente a me.

Millenni senza sapere cosa è il latte, ed ora madri disperate e in lacrime

In Cina stanno dando la caccia agli inquinatori della melammina.
Trecentomila bambini rovinati non è uno scherzo di carnevale.
Nessuno ha ancora rivelato il numero reale di bambini ammalati e non ospedalizzati.
Un intero paese messo rovinosamente in ginocchio.
File di madri che piangono e si disperano in tutte le regioni del Celeste Impero.
Avevano fino a ieri allattato i loro bambini col proprio latte umano.
I casari neozelandesi-australiani-americani sono arrivati in Cina armati di stalle moderne, di nuove razze bovine, di attrezzature e di trucchi, nonché di micidiali armi pubblicitarie.
E la Cina, che non sapeva nulla sul latte industriale, che per millenni era vissuta senza mucche e senza latterie, ci è cascata in pieno, facendo anche gli errori clamorosi del principiante, come quello di non valutare abbastanza i danni del latte in polvere, o di non saper regolare meglio le dosi di melammina, come sanno fare a regola d’arte in Occidente

Avanti Popolo col latte in polvere, con l’allungamento del latte e col ripristino proteico-melamminico

Allattare al seno i bambini?
Non facciamoci ridere.
Sono cose di altri tempi.
Occorre evolversi e schierarsi col progresso tecnologico.
In Cina poi le donne sono davvero emancipate.
Da Mao in poi sono diventate l’Altra Metà del Cielo.
Pari diritti e pari doveri.
Bambini a latte in polvere, e madri rigorosamente in fabbrica.
Questo lo schema socio-economico della situazione.
Siccome latte umano in polvere non esiste, Avanti Popolo col latte vaccino in polvere.
Siccome i bambini sono tanti, e non si riesce a star loro dietro nemmeno con la triplicazione accelerata di stalle-latterie-macelli, Avanti Popolo con l’allungamento del latte a base di acqua.
Siccome gli occidentali hanno imposto alcune regole sul contenuto proteico, le quali implicano scarto e non-accettazione di intere partite di latte, ecco che gli allevatori cinesi trovano il sistema di restituire al latte la sua densità e le sue proteine.
Avanti Popolo con l’urina e la cacca nel latte, nel latte in polvere, nel pane, nei biscotti, nel cioccolato, e in mille altri prodotti.

Già il latte vaccino puro è uno scassa-reni di per sé, figurarsi il latte vaccino alla melammina

Già il latte vaccino in polvere causa problemi renali ai bambini quando è puro da inquinanti, visto che i lattanti sono disegnati per il latte trasparente, leggero, basso-proteico, naturalmente dolce di mamma.
Se vai poi ad appesantirlo con delle porcherie, e con la melammina in particolare, non sorprende che le corsie degli ospedali si siano riempite di bimbi scardinati e morenti.
In Cina stanno inseguendo quelli che hanno reintegrato il latte di mucca precedentemente annacquato, versandoci sopra una sostanza mortifera e schifosa, un impiastro scassa-reni fatto di pipì e cacca sintetiche.

In Cina vai in prigione e chiudi baracca per 1 mg/kg e tu FDA stabilisci che 2.5 mg/kg è tutto OK?
Da chi mai prendi ordini? Te lo dico io, dalla NDC.
Da chi hai preso ordini per le quote proteiche e le quote B12? Te lo dico, dai Macellai Riuniti Americani e dall’ Agro-Export (Burger King, McDonald’s, KFC, Wendy, Casa Bianca e CIA)

File di persone interrogate nei tribunali, decine di latterie e di industrie alimentari coi battenti chiusi e i prodotti sequestrati, colpevoli di aver inserito 1 mg/kg di melammina, e tu FDA vai a stabilire che fino a 2.5 mg/kg non è peccato e non è ingiuria?
Chi te l’ha mai dettato, cara FDA?
Te lo dico io: la NDC (National Dairy Council), cioè il gigante americano del burro-formaggio-yogurt, ovvero la potente Coca-Cola del latte.
Chi mai ti aveva dettato negli anni 70 di lanciare nel mondo le tue mortifere piramidi nutrizionali, a base di manzo-maiale-pesce-pollo-latte per 300 g/giorno, ridotte poi via-via ai 75 g/giorno tuttora esagerati e tripli rispetto alle reali necessità umane?
Te lo dico ancora io: i medici prezzolati dai macellai e dalla NDC che stanno a libro paga al tuo interno.
Attendo una azione legale internazionale se ho detto qualcosa di falso.
D’accordo, non ho le prove.
Sulle buste paga di quei medici non sta scritto un bel niente.
Ma allora dovrai spiegare a un giudice e a una giuria internazionale i tuoi ripetuti ed irresponsabili misfatti sui livelli taroccati e manovrati a tuo piacimento e a piacimento dei tuoi sponsor-ispiratori.

Manifesto di accusa alla FDA, ai manovratori della CIA e ai sudditi delle Colonie Americane

Le accuse alla FDA (e anche a chi comanda la FDA, e a chi prende ordini dalla FDA in America e fuori, Italia ovviamente inclusa) sono ben precise e circostanziate:

1) Criminale sovra-alterazione una-tantum tabelle minime B12: (dal limite minimo originale della WHO di 80, al tuo minimo attuale di 156 pg/ml, imposto negli anni di carnivorismo arrembante da te stessa sancito e promosso negli anni 70 (commisurato a un campione di mangiatori di bistecche e non certo ai sani vegani della sana dieta mediterranea originaria dei 100 anni fa).
2) Criminale e sistematica sovra-alterazione tabelle minime proteine (chiaramente proteine animali e per giunta nobili): 300 g/giorno, ed infine assottigliate agli attuali 75 g/giorno.
3) Criminale accantonamento del ruolo vicariante della B9 (acido folico) rispetto alla B12, con relativa sotto-valutazione dei livelli minimi del medesimo.
4) Criminale sotto-alterazione delle tabelle minime di vitamina C: minimo fissato a 40 mg/giorno anziché ai minimi di 300-500 e 800 che si reclamano da più settori della stessa Medicina
(più che per testardaggine per logica: se tieni alta la carne e la B12 devi per forza tenere bassa la vitamina C e la vitamina B9 e la vitamina E, tutte sostanze incompatibili coi cibi insanguinati, mummificati, bidodicizzati).
5) Criminale invenzione del livello 2.5 di mg per 1 kg di latte, per la melammina, equivalente ad una
vera e propria licenza di uccidere, una licenza a scassare la parte più delicata dell’uomo chiamata
sistema renale. Una vera e propria autorizzazione formale ai casari del mondo di addizionare pipì e
cacca di mucca al latte di mucca-pecora-capra in commercio, e a tutte le migliaia di prodotti
contenenti latte, tipo cioccolato, pane, biscotti, cracker, grissini, caramelle, dolcetti, creme, gelati,
persino prodotti alla soia.

6) Criminale fissazione del livello 0.0 mg/kg di melammina per il latte in polvere.
Questa mossa è di per sé corretta, ma evidenzia la malafede. Scoperto che gli ingenui cinesi hanno commesso la baggianata col latte in polvere (perché non si scherza coi reni delicatissimi e in via di formazione degli infanti il cui vero carburante non sarebbe comunque quello vaccino in polvere, ma bensì quello liquido-trasparente-bassoproteico della propria mamma), ecco che la furbastra FDA si tutela in America imponendo ai fabbricanti stranieri di quella porcheria chiamata
Cow-Powder-Milk di stare a livello zero con la melammina. Ma di abbondare tranquillamente col medesimo veleno nei prodotti per gli adulti, ai quali non viene una crisi renale fulminante come ai bambini, ma diverse altre malattie incluso peggioramento dei livelli di colesterolo ed omocisteina, prima ancora di scardinare il proprio sistema escretorio.

Teoria sulla malattia cardiovascolare da emozioni tossiche.
Rovinare le vie di comunicazione di un paese significa metterlo in ginocchio

L’abbiamo fatta lunga con la B12 e la melammina, con la carne e il latte, tutti nemici acerrimi della vitamina C.
Non abbiamo citato il fumo, l’alcol e il caffè, tutti fattori eminentemente C-distruttivi.
L’importante era capire che infarto, ictus e cancro c’entrano molto e c’entrano sempre con la estrema carenza di vitamina C naturale che affligge perniciosamente l’umanità.
Ed era pure importante capire chi tira le fila della disinformazione e perché lo fa.
Rovinare le autostrade, le ferrovie e le gallerie di un paese dotato di città d’arte, di magnifiche spiagge, di panoramici agri-turismo, di centri industriali, di porti e aeroporti, significa distruggerlo e metterlo letteralmente in ginocchio.
Rovinare le arterie, ovvero le vie di scambio e di comunicazione, di un corpo umano perfetto ed in piena attività, dove le città si chiamano vista, udito, tatto ed olfatto, dove le metropoli si chiamano gambe, braccia e cervello, dove i porti si chiamano bocca e reni e colon, dove gli aeroporti si chiamano cultura, anima e libido, significa dare a quel corpo una batosta atroce rendendolo disarticolato e inservibile.
La malattia cardiovascolare è comunque multifattoriale, e le emozioni tossiche, tipo rabbia, furia, tensione, gelosia, paura, invidia, frustrazione, possono assumere ruoli importanti, e a volte persino predominanti, mettendo in secondo piano finanche i fattori dietetici.

Teoria sulla malattia cardiovascolare da fattore ereditario

Esiste anche quello, nessuno lo può negare.
Non a caso il maestro Pitagora era quanto mai severo e rigoroso con la gioventù delle scuole.
Non a caso è tuttora considerato il padre dell’eugenetica, della scienza che punta al miglioramento e non al peggioramento della specie.
Non a caso pretendeva serietà, impegno, atletismo, efficienza, carattere, sacrificio, in funzione della vita attuale ma anche di quella delle generazioni a venire.
Vedere oggi ragazze e giovani con la sigaretta in bocca, può solo fare male al cuore.
Lasciarsi andare è negativo e condannabile a tutte le età, ma quando ciò succede negli anni critici e formativi del corpo e del carattere, è doppiamente esecrabile, in quanto va a incidere sul futuro dei
nostri bambini, condannandoli a portare con sé dei debiti negativi immeritati.
Quei ragazzi e quelle ragazze che fumano, che bevono disinvoltamente caffè, the, alcolici, bevande gassate, che frequentano posti di perdizione e di sballo come certe discoteche, finiscono a volte per mettere la testa a posto (o rovinarsi ulteriormente a seconda dei punti di vista), e metter su famiglia.

E a quel punto scatta la vendetta della natura offesa a ripetizione, ricadendo sui genitori e sui figli.
Ogni bambino che viene al mondo porta con sé le caratteristiche genetiche e i segni indelebili dei buoni o cattivi comportamenti degli avi, ed in particolare dei genitori.
Ma questo non deve essere un alibi per il fatalismo e per giustificare una sorte segnata in partenza.
E’ dimostrato che il bambino nato male, nato malaticcio, ma allevato con intelligenza e amore, cresce meglio del bambino nato perfetto ma assistito poi con irresponsabile approssimazione.

Teoria sulla malattia cardiovascolare da fattore Omocisteina

Elevate quantità di omocisteina nel sangue sono un fattore indipendente di rischio nella malattia arteriosa
La buona notizia è che l’omocisteina può essere abbassata con molta più facilità del colesterolo LDL.
Basta infatti provvedere a una armonica presenza del gruppo B (B1-B3-B6-B9-B12) e abbiamo risolto il problema.
Chiaro che una dieta crudista basata su un largo spettro di verdure e di frutti, che includano mandorle e pinoli, noci e nocciole, semi di girasole e di lino, semi di sesamo e di papavero, e che escluda il più possibile alimenti lavorati e trasformati, nonché cibi incompatibili col nostro organismo (carni-latticini-pesce) diventa fondamentale, anche perché l’omocisteina viene accumulata principalmente dall’aminoacido essenziale Metionina, di origine esclusivamente animale (carni e latticini).

La scoperta medica dell’Omocisteina.
Due misteriosi casi di infarto infantile e di omocisteinuria.

Nel 1933, al General Hospital del Massachussetts, viene ricoverato un bambino di origine irlandese che mostra segni di ritardo mentale ed altri problemi fisici. Dopo 3 giorni muore. L’autopsia rivela che si tratta di arteriosclerosi.
Nel 1965, stesso ospedale, una ragazza di 9 anni,, sempre di origine irlandese, viene esaminata con problemi similari e fa la stessa fine. Nella sua urina viene trovata omocisteina, un aminoacido derivato dalla demolizione delle proteine animali nel corpo.
Il soggetto morto nel 1933 era, in linea parentelare, suo zio.
I soggetti affetti da omocisteinuria sono spesso giovani che presentano un certo ritardo mentale, alta statura, capelli scolorati, dislocazione delle lenti oculari.
Molti di essi muoiono di emboli che si creano nel cervello, nel cuore o ai reni, causando infarto o blocco renale.
Qualcosa che ha molto a che fare, a livello di sintomatologia, con quanto sta succedendo ai bambini cinesi nello scandalo della melammina.

Gli studi pionieristici del dr Kilmer S. McCully.
L’impronta italiana del dr Giulio Cantoni e del dr Guido Pontecorvo

McCully aveva lavorato sugli aminoacidi e la formazione delle proteine nel fegato col dr Giulio Cantoni al National Institute of Health di Bethesda.
Nel 1952. Cantoni aveva scoperto l’Adenosyl Metionina, una importante sostanza di traccia richiesta nella formazione delle proteine ed in altre reazioni chimiche nel corpo.

L’Adenosyl Metionina (AM) è formata da ATP (Adenosine Triphosphate, la sorgente di energia chimica nel corpo, basilare molecola trovata nei mitocondri cellulari) e Metionina, con l’aiuto degli enzimi del fegato. Il composto di Cantoni (AM) trasferisce un atomo di carbonio (sottoforma di gruppo metile) all’atomo di zolfo della omocisteina, per formare Metionina. Anni dopo si scopre che questo complicato processo biochimico richiede la presenza di B9 e/o di B12.
Nel 1968, McCully studia col genetista italiano Guido Pontecorvo all’Università di Glasgow, e con James Watson, scopritore della struttura DNA alla Harvard University.

Interrogativi e misteri che richiedevano una risposta alle curiosità di Kilmer McCully

1) Come si fa a sapere che l’indurimento arterie è causato dalla malattia omocisteinuria?
2) Come mai esiste un effetto colesterolo e un distinto effetto grassi?
3) Perché non c’è alcun colesterolo depositato nelle pareti arteriose del bimbo irlandese del 1933?
4) E’ questa malattia da omocisteina la medesima che colpisce gli anziani senza omocisteinuria?
5) C’è qualche errore genetico negli enzimi del fegato di questi ragazzi, a causare modifiche nei processi vitali del corpo?

Altri 10 casi inquietanti e inspiegabili di omocisteinuria

Altri 10 casi di ragazzi erano stati studiati nel frattempo a Londra e Belfast.
Era evidente che questi soggetti, affetti da omocisteinuria, avevano una grave malattia alle arterie.
Ma non era chiaro comunque come l’omocisteinuria potesse produrre alle arterie danni simili a quelli dell’arteriosclerosi senza comportare A) colesterolo, B) lipoproteine o grassi, nel sangue e nelle pareti arteriose.

L’importantissima scoperta del dr McCully dulla omocisteinuria infantile.
Relazione tra omocisteina, colesterolo HDL e colesterolo LDL

McCully vuole capire in quale modo l’omocisteina si mette in relazione con HDL e LDL.
Il colesterolo era stato studiato negli anni 40 e 50 alla University of California e al National Institute of Health di Bethesda.
Questi studi avevano dimostrato che un alto livello di LDL (colesterolo cattivo) comporta alto rischio di malattia cardiovascolare e che un alto livello di HDL (colesterolo buono) è invece benefico per il cuore.
Come si inserisce la omocisteina in questo contesto?
L’aumento di omocisteina nel sangue causa arteriosclerosi, danneggiando le cellule e i tessuti delle arterie.
McCully scopre che l’omocisteinuria infantile è una malattia ereditaria che si presenta in 3 distinte forme:

1) Nella più frequente forma di omocisteinuria, un enzima anormale del fegato ( CS, ovvero Cistationina Syntase) causa l’aumento di omocisteina nel sangue, perché la normale conversione di omocisteina in cistationina (transulfurazione) viene bloccata.
2) La seconda forma di omocisteinuria, molto più rara, è causata da un anormale enzima del fegato (OMM, cioè Omocisteina-Metiltetraidrofolato-Metiltrasferasi) che usa acido folico (B9) e B12 per convertire l’omocisteina in metionina.
3) Nella terza forma di omocisteinuria, un terzo enzima anormale del fegato (MTR, ovvero Metilene-Tetraidrofolato-Reductasi) non riesce a trasformare l’acido folico nella forma richiesta per la conversione dell’omocisteina in metionina tramite ri-metilazione.

Il confronto tra la teoria atero-causativa del colesterolo LDL (da intossicazione lipidica) e la teoria atero-causativa dell’omocisteina (da intossicazione proteica)

La teoria tradizionale dell’arteriosclerosi vede questa malattia collegata al consumo eccessivo di grassi e di colesterolo nella dieta, per cui le arterie vengono danneggiate da una accumulazione di colesterolo LDL e da una diminuzione di HDL, e considera quindi l’arteriosclerosi come malattia da intossicazione lipidica.
La teoria della omocisteina dice invece che le arterie sono danneggiate dagli effetti ingiuriosi dell’omocisteina sulle cellule e sui tessuti delle arterie, mettendo in moto un processo che porta a perdita di elasticità, a indurimento e calcificazione, a restringimento del diametro interno utile, e alla formazione di grumi di sangue nelle arterie, e considera pertanto l’arteriosclerosi una malattia da intossicazione proteica.

L’interrogativo dei molti casi di severa e fatale arteriosclerosi con LDL e HDL su valori normali

La cosa più strana è l’esistenza di molti casi di collasso cardiaco in totale assenza di anormalità a livello di HDL e LDL, dove l’unico imputato è proprio la omocisteina.
Il dr McCully, anziché essere premiato e onorato per i suoi studi sull’omocisteina, ha subito continui boicottaggi, critiche e derisioni.
Gli servivano fondi e sostegni per continuare le sue ricerche. Ma hanno continuato a sbattergli le porte in faccia.
Tutto perché alle industrie farmaceutiche preme mantenere lo status quo e continuare a vendere il farmaco più remunerativo sul mercato, ovvero le statine.
Con l’omocisteina ci sono molte minori possibilità di guadagnare.
Anche perché la malattia da omocisteina, ovvero la omocisteinuria, lascia sempre la strada aperta chi adotta stili di vita e di nutrizione più virtuosi.
Basta infatti stare rigorosamente alla larga dalla carne e dai latticini, ovvero dall’aminoacido essenziale Metionina, e il gioco è fatto.

Le contraddizioni e i limiti di McCully

Il testo The Homocysteine Revolution, edito dalla Keats Publishing Inc, New Canaan, Connecticut, nel 1997, ci fa vedere un autore puntiglioso e serio, dotato pure di molto coraggio e di passione nel proprio lavoro di ricerca.
Il rigore scientifico non gli fa certo difetto..
Quello che invece manca a McCully è l’illuminazione che ti fa superare i dubbi e le zone d’ombra, e che ti permette alla fine di dare un messaggio sicuro e certo al lettore e ai ricercatori che vengono dopo di te.
Fare delle scelte basilari, decidere se una dieta appropriata e rigorosa si accoppia o no con le tue ricerche e le tue intuizioni, ti aiuta ad essere chiaro e a formulare una teoria comprensibile.
Invece McCully si perde nella vaghezza e nelle sue continue contraddizioni.
Per cui non fa che dare messaggi contradditori. Distribuisce dubbi e paure più che scienza e buoni principi.

Può essere giusto dire ad esempio, come fa lui, che il livello di omocisteina nel sangue viene regolato dalla compresenza armonica del trio vitaminico B6-B9-B12, ma non si capisce perché non faccia un passo avanti aggiungendo che quelle vitamine si possono trovare tranquillamente, nelle proporzioni adatte, nel mondo vegetale, ed in particolare nelle mandorle e nella frutta secca in genere.

Se l’omocisteina deriva da intossicazione di tipo proteico, la soluzione vegana è a portata di mano

Anche perché, se l’omocisteina deriva da una intossicazione di carattere proteico, ed in particolare da un aminoacido metionina che deriva principalmente dalla carne, la via vegetariana-vegana appare la soluzione più ovvia e a portata di mano.
Invece lui si perde a segnalare che c’è molta B12 nelle ostriche e nelle cozze, e che le vitamine sintetiche spesso sono più efficienti di quelle vive della frutta e della verdura.
Sappiamo tutti che ostriche e cozze sono chiamate pure le spazzine dei mari, in quanto specializzate a mangiare sporcizia ed escrementi, per cui tale trovata non sorprende affatto.
Come sappiamo che le vitamine sintetiche danno l’effetto sberla tipico dei farmaci droganti.
Lui pare dimenticarlo.
L’unica cosa interessante che riporta, è la carenza di validità dei test sui consumatori, vista la totale mancanza di soggetti seriamente vegetariani da testare.
Un test su 100 persone che mangiano male non potrà mai avere grosso significato se non raffrontato con 100 opposti casi in cui i soggetti mangiano bene.
Il problema è che la categoria dei disordinati e dei trasgressori del proprio disegno gastrointestinale è straripante, mentre quelli in grado di rappresentare un gruppo ideale di confronto non li trovi nemmeno se vai a cercarli con un faro in una mano e una calamita nell’altra.

La teoria dell’omocisteina rilanciata da Stamper e Selbhub

Alla fine, dopo essere stata scoperta da McCully negli anni 60, l’omocisteina è stata rilanciata negli anni 90 dai dr Meir Stamper e Jacob Selbhub.
Si sa che è responsabile nel 15% circa dei collassi.
Si sa pure che la omocisteinuria diffusa tra i ragazzi deriva dalla loro incapacità di disintegrare l’aminoacido Metionina.(derivante da proteine animali).
Si sa pure che il livello 5-15 di mm/L (macro-molecole per litro di sangue) è considerato normale, anche se è meglio stare sotto il livello 7, mentre sarebbe preoccupante oltre i 12.
Alla fine la pericolosità dell’omocisteina si realizza proprio quando si realizza l’accoppiata micidiale colesterolo LDL alto e omocisteina relativamente alta.

Dati contrastanti sulle tabelle in circolazione e sulle differenze tra onnivori e vegani

Circolano infatti dei grafici di scarsa affidabilità sulla differenza di omocisteina tra carnivori e vegetariani-vegani, dove appare che essa è più alta tra questi ultimi.

La risposta a tali situazioni, quando sono accertate come vere, è la seguente:

1) I test, per essere validi, devono considerare delle persone vegane davvero, e non persone di comodo, o dichiaratesi tali.
2) E’ possibile che i carnivori, che dovrebbero in teoria trovarsi con l’omocisteina alta visto l’alto consumo di proteina animale, ce l’abbiano invece bassa grazie ai loro alti livelli di B12 (ma la preziosa vitamina C anti-infarto e anti-cancro, dove la mettiamo se la B12 è alta?)
La mettiamo sotto i tacchi, con tutte le ovvie conseguenze.
3) Ammesso e non concesso che i vegani abbiano un livello abnorme di omocisteina, essa può fare in loro pochi danni, vista l’abbondanza di vitamina C e la fluidità notevole del loro
sangue. Quello che si sa di sicuro è che i vegani, dacché mondo è mondo, nono sono clienti di
reparto cardiologico e nemmeno di altre zone ospedaliere, se non per delle emergenze o dei casi
fortuiti.
4) Studi accurati sugli effetti di colesterolo alto e contemporanea presenza anche bassa di
omocisteina negli onnivori ce ne sono pochi.
Si sa di certo che colesterolo LDL alto e contemporanea presenza di omocisteina a qualsiasi livello diventano fattori addizionati ed integrati di rischio cardiovascolare, per cui fare un confronto incrociato tra omocisteina dell’uno ed omocisteina dell’altro, e non come deve invece essere tra omocisteina+LDL dell’onnivoro e omocisteina+LDL del vegano, non ha alcun significato.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)